Accoglienza e sostenibilità vs “over tourism”

La sfida delle città d’arte italiane

Le grandi Capitali di tutto il mondo sono oggi alle prese con un paradosso, la crescita tumultuosa del turismo non si traduce sempre in crescita economica per le destinazioni. Spesso rappresenta un peso per i fragili “ecosistemi urbani”. Roma, ad esempio, ha raddoppiato il numero di arrivi negli ultimi 15 anni (e quindi i costi di gestione del turismo), senza vedere un aumento della spesa totale dei turisti!
Da tempo, stime Onu, è stata sfondata la barriera del miliardo di persone che compiono un viaggio all’estero. Ogni giorno ci sono 3 milioni di turisti che mettono piede in un Paese straniero, ogni anno sono 1,3 miliardi. Le città non sono state preparate adeguatamente a questo cambiamento e oggi sono di fronte ad una sfida epocale. Trasformare questo “tsunami” in opportunità e valore aggiunto. Possono farlo solo governando i flussi e mettendosi in rete.
L’alleanza tra amministrazioni comunali è una modalità per co-progettare e condividere strategie. Nel 2013 è stato siglato il Protocollo di Intesa, la creazione di un network (Grandi destinazioni per un turismo sostenibile GDITS) finalizzato allo sviluppo del turismo sostenibile. Una piattaforma virtuosa, per ridare ossigeno ai territori. È quanto mai necessario rinnovare questo impegno. A maggio di quest’anno – non a caso nell’Anno internazionale del turismo sostenibile – si è tenuto in Campidoglio, a Roma, un tavolo tecnico per riprendere con forza l’azione comune verso la sostenibilità, riavviare con le amministrazioni che fanno parte del gruppo GDST il dialogo per tradurre in azioni concrete gli obiettivi del turismo sostenibile.


Consapevolezza e rispetto del territorio, qualità dell’accoglienza, sperimentazione degli indicatori del turismo sostenibile, predisposizione di misure utili a limitare l’impatto dei flussi turistici sui beni culturali e paesaggistici, una programmazione di azioni positive a sostegno del turismo. Sono questi alcuni degli obiettivi condivisi con le altre città, per fornire una visione comune al settore dell’accoglienza e della promozione anche alla luce di quanto indicato nel nuovo Piano Strategico del Turismo.

La crescita di un turismo di qualità è direttamente proporzionale alle buone pratiche di settore messe a sistema dalle città ospitanti. Roma Capitale, che con quasi 20 milioni di arrivi all’anno occupa il primo posto in Italia, ha fondato le sue strategie di turismo sostenibile su due pilastri per potere governare i flussi:

Promozione
Ripristinando il dipartimento turismo e dandone un budget consono, permette alla capitale di comunicare al target giusto. Niente barriere quindi, ma un marketing mirato ad un pubblico di viaggiatori consapevoli in bacini di qualità. Stimolando la domanda dei viaggiatori che soggiornano più a lungo e che riescono quindi a godere meglio della città, è stato il pensiero dietro la costituzione del Convention Bureau di Roma e Lazio. Lavoro che non sarebbe stato possibile senza un lavoro di sistema che ha visto protagonisti le associazioni (Confcongressi, Federalberghi, Unindustria, e Confersercenti.

Accoglienza
Lavorando sull’accoglienza a 360 gradi, coinvolgendo tutti gli attori della filiera, è il lavoro messo in atto da poco più di un anno da Roma Capitale. Facendo quindi sistema con Aeroporti di Roma, eccellenza europea del settore, le linee aeree lungo raggio, gli albergatori ed esercenti, si sta lavorando per innalzare il livello di accoglienza. Con dei percorsi formativi, iniziati con dei corsi di formazione destinati ai tassisti, per poi toccare l’accoglienza negli esercizi, anche vista l’importanza delle recensioni, l’obiettivo è di aumentare la qualità dell’accoglienza trasversalmente. Quindi una maggiore selezione del turista tramite promozione e collaborazione con gli operatori, coordinandosi con altri comuni, sperando di non dovere limitare gli accessi ai luoghi turistici più affollati. Questa strategia offre interessanti opportunità per gli operatori che possono aiutare le destinazioni a portare turismo di qualità.

Tratto da www.ttgitalia.it
Share