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COSI’ LE COOP PUNTANO SUL TURISMO SOSTENIBILE

Intervista a Fabrizio Pozzoli, Presidente di Betania

Brianza patria del turismo sostenibile. Monza e il suo territorio sono note come culla dei mani­fatturiero ma stanno cercando di farsi conoscere anche come mete turistiche capaci di offrire bellez­ze naturali, storia, cultura. La Lombardia, e con essa la Brianza stanno facendo passi da gigante da questo punto di vista. Ma sì sta cercando di sviluppare un modello nuovo di fare turismo, che rispet­ti il territorio e le persone che ci vivono. Anzi che metta in con­tatto un visitatore con le persone che abitano nei comuni meta dei loro percorsi Un turismo slow. Non da cartolina, ma in grado di fare entrare in contatto con la re­altà più autentica di una provin­cia, di una città, di un’area geografica. Un trend che si sta affermando e che vede protagonista anche il mondo cooperativo brianzolo A FederCultuta Turismo e Sport, che riunisce le società del settore che aderiscono a Confcooperative aderiscono 21 coop. con oltre 200 occupati e un fatturato complessivo di più di 10 milioni di eu­ro. Numeri di una certa consi­stenza insomma, che però, in prospettiva, potrebbero crescere.

Ora stiamo lavorando su due progetti – spiega Fabrizio Pozzoli, presidente della cooperativa monzese Betania oltre che di FederCultura regionale e presidente euro­peo de I’Organizzazione Intema­zionale del turismo sodale- uno riguarda il turismo religioso, l’altro il ciclo turismo. Noi proponia­mo un turismo sociale, sostenibi­le, responsabile, che tenga In al­tissima considerazione la comunità ospitante e che consideri i visitatori residenti temporanei del territorio. Se la meta è Mon­za bisogna conoscere i posti più vissuti della città, quelli che i monzesi frequentano davvero, in cui si possano conoscere anche le persone. La sostenibilità, invece, significa anche girare anche a piedi o in bicicletta. Ci sono tour operator, ad esempio, che si occu­pano di percorsi da seguire solo a piedi. Insomma un bel no al turi­smo massificata «Il turismo so­stenibile – continua Pozzoli – è nel dna del movimento cooperativo E’ più naturale per noi fare que­sto tipo di considerazioni’. D’al­tra parte proprio in questo ambi­to per tutto il secolo scorso le co­op hanno gestito colonie e case per ferie. La nuova frontiera adesso è anche quella del turi­smo di vicinato. La crisi e la ridu­zione delie risorse ha spinto an­che a un tipo di turismo in cui i protagonisti magari non abitano molto lontano dai luoghi che visitano, ma costituiscono un poten­ziale tutto da scoprire.

La Brianza terra dì cicloturismo e di percorsi “di fede e delizia”

Il turismo religioso non conosce crisi. Li do­manda di turismo di questo tipo è sempre rima­sta alta anche in tempi di recessione. Anche per questo II bando sui turismo religioso al quale sta partecipando una cordata di coop brianzole che vede protagonista il Consorzio Comunità Brianza rappresenta una opportunità, che con II so­stegno anche di Camera di commercio e Provin­cia, potrebbe aprire le porte a prospettive inte­ressanti. Il territorio offre diversi spunti da que­sto punto di vista, basti pensare al romanico in Brianza o ad esempio ai luoghi natali di Pio XI a Desio. Uno dei percorsi su cui si sta lavorando (il termine del bando è febbraio ma il progetto va programmato il primo possibile per promuover­lo in vista dell’anno prossimo) o quella “di fede e di delizia’ che Interseca chiese e ville di delizia abbracciando un periodo artistico che va dal romanico al neoclassicismo, passando dal baroc­co senza disdegnare I giardini. Ma c’è anche un’altra tematica da sviluppare, è quella dell’ac­qua e riguarda La Brianza monzese e lecchese comprendendo luoghi come te rive dell’Adda. Il santuario della Madonna del bosco, Il lago di Lecco, Sant’Eufemia e II battistero di Oggjono E cosi via fino alla via Regina e alla Monza bagnata dal Lambro. Ci sono poi altri connubi, come quello di fede e lavoro, per andare alla scoperta di villaggi operai e filande nella provincia. Ma non c’è solo II turismo religioso: l’altro progetto da sviluppare è quello del ciclo turismo. Qui la definizione dei percorsi e dei progetti è ancora in una fase embrionale. Le prospettive, comun­que, sono interessanti anche in questo campo la Brianza ha molto da offri­re.

Intervista di Paolo Rossetti apparsa su “Il Cittadino di Monza e Brianza”

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Turismo responsabile: cos’è e come si fa

Mare o montagna? Non importa dove andrai, l’importante è farlo responsabilmente. E non si tratta della classico “Fai il bravo” che ti diceva la mamma, ma di adottare una filosofia di viaggio diversa: si tratta di Turismo Responsabile.

L’A.I.T.R (Associazione Italiana Turismo Responsabile) lo definisce così: “E’ il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.”

Uno stile di viaggio che non considera soltanto il benessere del turista, la convenienza di alloggi e trasporti o la varietà delle attività proposte, ma anche il rispetto per l’ambiente e le persone che vivono in loco.

“Verso la metà degli anni ’90 – spiega Maurizio Davolio, presidente dell’A.I.T.R.- abbiamo cominciato a riflettere sul turismo e, in particolare, sulle promesse disattese e le delusioni che aveva generato.” E’ un falso mito quello che la costruzione di grandi resort e impianti turistici porti a un aumento di posti di lavoro e di fatturato per la popolazione e i produttori locali. “La realtà –spiega ancora Davolio- è che e quando partiamo per mete da sogno, magari in Paesi in via di sviluppo, la maggior parte dei soldi che spendiamo per la nostra esperienza di viaggio va alle grandi società dei Paesi più sviluppati (compagnie aeree, tour operator, catene di alberghi, ecc). Alla comunità locale arrivano solo le briciole, sotto forma di manovalanza o servizi accessori.” Per farla breve: il grosso indotto economico generato dall’industria turistica sfiora solo da lontano il territorio interessato. “Senza contare poi tutti gli effetti collaterali causati dal turismo massivo in Paesi economicamente meno avanzati. Pensiamo all’aumento dei rifiuti, allo spaccio di droga, alla prostituzione e, non da ultimo, alla rottura degli equilibri sociali e culturali locali.”

Ma questo significa rinunciare alle vacanze? Certo che no! La proposta di A.I.T.R. è di affrontarle in modo diverso, responsabile, appunto; adottando un filosofia di viaggio fondata sul rispetto, sia dell’ambiente che delle persone. “E’ il turista che si deve adattare –spiega Davolio- non il territorio che lo ospita”. E poi continua “Esistono dei tour operator e delle strutture ricettive che lavorano nel rispetto di questi principi, offrendo soluzioni che tutelano i produttori locali, garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori del posto e favoriscono l’incontro con i rappresentanti della vita civile e sociale del luogo, senza stravolgerne gli equilibri.” A dover essere responsabile, dunque, non è solo il viaggiatore ma anche tutti gli altri nodi della filiera turistica, come gli intermediari, le strutture ricettive, la comunità ospitante e così via.

“Dagli anni novanta ad oggi -dice ancora Davolio– le cose fortunatamente sono un po’ cambiate. La filosofia del Turismo Responsabile oggi gode di attenzione sempre maggiore, complice anche una nuova sensibilità dei viaggiatori, ma anche del settore turistico, che intravede nel viaggiare consapevole una nuova opportunità di business. A parlare di turismo responsabile ormai non sono più solo gruppi isolati, ma anche enti, istituzioni e soprattutto giornali e università.” Una considerazione rincuorante, resa ancora più interessante dal fatto che che la stessa filosofia possa essere applicata anche al turismo di casa nostra. Naturalmente le condizioni sociali alla base dell’industria turistica italiana o europea sono molto diverse rispetto a quelle del sud del mondo, ma se si parla di rispetto per l’ambiente e per le persone non ci sono motivi per non proseguire su questa strada. Conferma Davolio, “Ad oggi A.I.T.R. conta un centinaio di soci, di cui circa la metà si occupa specificatamente dell’Italia”.

Cosa serve dunque per essere un Turista Responsabile? Informarsi e interrogarsi; prima, durante e dopo il viaggio.  Per chi volesse approfondire la questione, vi invito a consultare il sito di A.I.T.R. (www.aitr.org) dove potrete trovare proposte di viaggio, suggestioni, stimoli riflessivi e l’elenco di tutti i soci e dei partner che collaborano con l’associazione.

Buon viaggio!

www.vitaminac.varese.it/turismo-responsabile-cose-e-come-si-fa

 

 

 

 

 

 

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Oltre gli stereotipi dell’occidente. Il nuovo Iran della società civile

Paese giovane ed enorme, l’Iran di oggi prova ad emergere da quasi 50 anni di oscurantismo. Dopo la conferma del moderato Rouhani alla presidenza della Repubblica, dopo gli accordi di desistenza stipulati col resto del mondo in tema di nucleare, e l’atteso superamento delle sanzioni economiche, il paese prova a ri-occupare il posto che gli compete nel mondo. E la sua società civile a scrollarsi di dosso un’immagine negativa che sente di non meritare. Viaggio tra centri urbani, deserti e comunità nomadi, tra bellezze architettoniche e naturalistiche, ascoltando le voci degli iraniani.

Renzo Garrone, Genova 1956, viaggiatore, scrittore, fotografo, si muove da 40 anni su sentieri essenzialmente asiatici. Domenica 2 luglio a Camogli alle ore 21.30 presso il Ridotto del Teatro Sociale (Piazza Matteotti 5), Garrone presenta il suo articolato lavoro in Iran, con immagini e parole, intitolato “Oltre gli stereotipi dell’occidente. Il nuovo Iran della società civile.” Una produzione RAM, evento in collaborazione con L’Ochin. Ingresso libero.

 

 

RAM – 0185 799087 -338 1606910 – Via Garibaldi 146 Camogli –orzonero@hotmail.com

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Italia, il turismo nella natura “vale” 30 milioni di presenze

Per gli italiani, sempre di più, la vacanza è nella natura e la domanda di esperienze turistiche legate al contatto con l’ambiente naturale continua a crescere. Secondo i dati del rapporto Natura e cultura. Le aree protette, luoghi di turismo sostenibile, realizzato dal ministero dell’Ambiente con la collaborazione di Unioncamere, Fondazione sviluppo sostenibile e Federparchi, sono infatti circa 30,5 milioni le presenze legate al turismo naturalistico.

Lo studio conferma anche il ruolo strategico dei parchi, che per l’Italia rappresentano “un significativo asset per lo sviluppo”, afferma il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri.

Anche perché, secondo il censimento del portale Turismo nei Parchi, accessibile dal sito del Ministero dell’Ambiente e realizzato con il contributo della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, oltre alla bellezza naturalistica i Parchi nazionali italiani possono contare su un patrimonio culturale rappresentato da quasi 800 tra biblioteche e musei, oltre 400 beni archeologici e più di 1.250 beni artistico-architettonici.

“Quella del turismo nei Parchi è una grandissima sfida per il Sistema Paese – commenta Gian Luca Galletti, Ministro dell’ambiente –. La riforma (approvata dalla Camera in attesa del parere del Senato) che discute il Parlamento ci avvicina a questo obiettivo, ovvero quello del rafforzamento di una nuova ‘governance della sostenibilità’ che deve partire dalla sensibilizzazione degli enti, delle imprese, della popolazione locale e arrivare a valorizzare in maniera sostenibile i territori verdi che rappresentano la ricchezza dell’Italia”.

Per fare sì che la natura continui a rappresentare un richiamo per il turismo sono infatti necessarie infrastrutture, servizi adeguati, ma soprattutto regole, in grado di frenare gli impatti negativi di un turismo che da sostenibile possa diventare “di massa”.

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I “Cammini di Leuca” sono realtà: la carta per attrarre il turismo lento d’Europa

Succede che a tenere insieme un territorio e a lanciarlo nel futuro sia l’attivismo di una diocesi, più che di altri. Ed è quanto sta accadendo nel sud Salento, dove è stato inaugurato il primo tratto dei “Cammini di Leuca”, snodo centrale delle tre direttrici della Via Sallentina, Via Leucadensee, Via Traiana-Calabra, che interesseranno l’intero territorio.

Nasce a Leuca, nell’estremo Sud della Puglia, dell’Italia e dell’Europa, il primo Parco Culturale Ecclesiale d’Italia: un progetto straordinario, istituito dalla Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca per volontà del Vescovo, S.E. Mons. Vito Angiuli e dei suoi parroci.

I Parchi Culturali Ecclesiali sono una realtà promossa dalla Pastorale del Turismo della Conferenza Episcopale Italiana, che ha redatto le Linee Guida per stimolare la nascita e lo sviluppo di sinergie territoriali attorno ad una Chiesa sempre più “aperta” alla comunità locale ed agli impulsi della società civile, nella gestione del patrimonio culturale.

Costituito nel febbraio 2016 in forma di Fondazione di Partecipazione, il Parco Ecclesiale è un Ente con personalità giuridica riconosciuta a livello nazionale e opera anche a livello internazionale, ma sempre con i piedi ben piantati per terra, localmente, un passo avanti all’altro: per questo ha deciso di puntare sullo sviluppo sostenibile, sugli itinerari e – in particolare – sui Cammini e sulle Ciclovie, registrando il Marchio Collettivo Territoriale “Cammini di Leuca” presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

D’altra parte, camminare verso il Santuario Basilica di Santa Maria di Leuca è un sogno di tutti i pellegrini e di tutti i viandanti, da tempo immemore: da tutta Europa ci si proietta verso il Mediterraneo lungo il “ponte” rappresentato dai territori ampi e plurali di Puglia, che terminano nel Salento, dove “finiscono le terre”.

Cammini d’Europa sostiene il Parco Culturale Ecclesiale e i suoi Cammini di Leuca con convinzione, nella certezza che entrambi possano diventare progetti pilota per altre aree del Paese. Il Parco, per le caratteristiche straordinarie di una missione profonda e innovativa, per la sua guida autorevole e per le competenze di cui si è dotato; i Cammini perché saranno realizzati secondo le Linee Guida di Cammini d’Europa, di concerto con il GAL Capo di Leuca ed i 18 Comuni della Diocesi, in sintonia con i documenti di programmazione di Regione Puglia.

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Turismo sociale e sviluppo sostenibile alla ribalta nel Forum di Tataouine

ZARZIS ( TUNISIA) , 28 MAGGIO 2017 – Oltre cento partecipanti in rappresentanza di ventitré Paesi. Questo per quanto riguarda i “freddi numeri”. Ma il Forum mondiale del turismo sociale e dello sviluppo sostenibile, F.I.T.S. conclusosi venerdì scorso nella sede congressuale di Zarzis in Tunisia, è andato ben oltre l’asettico dato numerico. Il forum ha costituito infatti la “cartina di tornasole” del fatto che vi sono modi di viaggiare, “per svago”, diversi da quelli più o meno invasivi a cui gli occidentali sono stati per lungo tempo abituati.

Quello inizialmente previsto a Tataouine e poi svoltosi per motivi logistici a Zarzis, sulla costa tunisina, è stata la settima edizione, negli ultimi 15 anni, dell’happening internazionale sul turismo alternativo e solidale, organizzato sotto l’egida dell’Organizzazione internazionale del turismo sociale e solidale (Oits), con il sostegno del governo tunisino, dell’Ente tunisino per le attività petrolifere (Etap), dell’Istituto francese di Tunisia, della Fondazione Swisscontact e della Région Provence Alpes Côte d’Azur.e, dulcis in fundo, dell’italiana Associazione italiana per il turismo responsabile.

Si è parlato di un “turismo” che aspira a prendere in considerazione mete diverse da quelle “canoniche” più celebrate e di conseguenza sovraffollate e “debilitate” dallo sfruttamento intensivo a scopo di business. E vuole prenderle in considerazione con un approccio ancor più avanzato e socialmente strutturato del pur apprezzabile “ecoturismo”, che non di rado finisce però con lo snaturare luoghi incontaminati proprio perché per lungo tempo sfuggiti al battage mediatico della rutilante macchina del business. Perché c’è poco da fare, il turismo regolamentato solo dalle leggi di mercato rende vulnerabile il tessuto sociale e quello ambientale di territori in contesti sociali già di per sé fragili. Il forum è stato preceduto da 3 “laboratori sul campo”, costituiti da altrettante carovane solidali, che hanno condotto i partecipanti a conoscere le realtà sociali, produttive e turistiche del sud della Tunisia. Gruppi di una quindicina di “caravanieri”, vale a dire giornalisti, esperti, operatori internazionali e attori locali, hanno visitato e analizzato sotto più aspetti bellezze e criticità di surreali villaggi berberi rupestri, antichi granai fortezza, suggestive oasi, altipiani, canyon, siti geologici.

Al F.I.T.S. erano presenti, non certo casualmente, molte nazioni africane e mediorientali: i cosiddetti Paesi in via di sviluppo. Questi ultimi non riescono in genere a gestire autonomamente i flussi turistici. Sovente sono condizionati ampiamente dagli operatori dei Paesi economicamente predominanti e dalle multinazionali. Negli anni più recenti, il turismo di massa ha vissuto un miglioramento qualitativo in termini di protezione ambientale e sociale e si è fatto strada un turismo più integrato e in sintonia con i territori e le popolazioni. Su questo non possono esservi dubbi, ma ancora è lunga la strada da percorrere verso un turismo inclusivo sia dell’attenuazione delle problematiche locali sia della giusta dose di svago “responsabile” di chi visita luoghi ancora vergini sotto l’aspetto del turismo commerciale. “Responsabile” è chi è in grado di rispondere delle conseguenze dei propri atti, ha ricordato una delle “anime” del F.I.T.S., come ha ricordato Jean Marie Collombon, tra i massimi studiosi di turismo responsabile e coordinatore del Forum. Quest’ultimo si è concluso con la lettura della “Carta di Tataouine”, redatta in sinergia tra i partecipanti.

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Vademecum #ViaggiaResponsabile

Caro viaggiatore,

qual è il tuo ruolo nel turismo responsabile?

L’Associazione Italiana Turismo Responsabile, di cui Betania Viaggi è parte integrante, ha confezionato un documento in 17 punti sulle buone azioni da seguire in viaggio.

Si tratta del Vademecum #ViaggiaResponsabile.

Come vedi, ci sono i loghi di Aitr, de L’Agenzia di Viaggi Magazine e dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo indetto dall’Unwto per il 2017.

SCARICA IL VADEMECUM #ViaggiaResponsabile

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Borghi del Cuore di scena alle Terme di Diocleziano.

L’Alleanza Cooperative Turismo per il rilancio dei borghi terremotati.

Il 2017 è l’anno dei Borghi e l’Alleanza delle Cooperative Italiane Turismo e Beni Culturali è a fianco di una delle iniziative più significative in questo contesto.

“I Borghi del Cuore” – nell’ambito del più ampio “Viaggio Italiano”, promosso dal Mibact, da diciotto Regioni Italiane – capofila Emilia Romagna, con le associazioni I Borghi più Belli d’Italia, I Borghi Autentici d’Italia, Bandiera Arancione e con i borghi dichiarati Gioielli d’Italia  – coinvolge infatti 15 Borghi colpiti dal sisma nelle Regioni Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche.

Come dare nuovo slancio a territori così duramente colpiti dal terremoto? E’ partendo da questa domanda che nasce l’azione “Borghi del Cuore”, che si pone l’obiettivo di creare nuove modalità di promozione, animazione e sostegno per queste zone.

“Abbiamo vissuto direttamente la tragedia del terremoto – afferma Andrea Corsini, assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna, capofila dell’iniziativa Borghi Viaggio Italiano – e crediamo che sia necessario fare squadra e lavorare tutti insieme al rilancio dei territori colpiti, puntando anche su quelle imprese, soprattutto giovanili, che possono far ripartire anche l’offerta turistica con idee innovative di valorizzazione delle risorse locali”.

“La cooperazione può essere una strada importante per la ripresa delle zone terremotate – spiega Andrea Ferraris, presidente Alleanza Cooperative Italiane Turismo e Beni Culturali – Con uno sguardo attento ai giovani che potranno trovare soprattutto nello strumento delle cooperative di Comunità una risposta concreta alla voglia di rilancio che proviene da questi territori.

Le cooperative possono essere un contenitore per tutte quelle attività che vogliono raccontare, narrare, rendere protagonisti questi Borghi italiani che meritano una nuova opportunità anche nell’ambito del turismo, della promozione delle eccellenze agroalimentari e artigianali, più in generale della loro cultura. Sono territori ricchi di storia, di tradizioni che meritano di essere sostenuti. La cooperazione è a fianco di queste regioni e di questi Borghi, ‘con il cuore’ come cita il titolo della giornata. Insieme è possibile guardare avanti con fiducia”.

Nei Borghi storici la cooperazione realizzerà delle attività per promuovere la riattivazione del tessuto imprenditoriale di tipo turistico, con modalità cooperative.

L’impegno è di lavorare insieme ai territori: coinvolgimento dei cittadini, elaborazione partecipata delle idee, protagonismo dei giovani, solidarietà, auto imprenditorialità. Sono queste le basi su cui si muoverà l’azione della cooperazione, partendo dal ricco patrimonio materiale ed immateriale dei borghi storici, dal paesaggio e dall’ambiente.

Il progetto ha preso l’avvio a Roma alle Terme di Diocleziano nella giornata del 7 maggio che, nell’ambito della mostra “Ai confini della meraviglia”, è stata dedicata proprio ai Borghi del Cuore.

La giornata è stata animata da una serie di spettacoli, testimonianze, mostra di prodotti dell’enogastronomia e dell’artigianato dei borghi storici colpiti dal sisma. Verrà data voce a dei cooperatori che, grazie anche alla generosità di cooperative di altri territori, stanno lanciando la loro idea imprenditoriale che prevede la valorizzazione dei territori per il tramite della narrazione delle loro comunità, ai cooperatori che con le loro imprese già attive in tali aree hanno scelto di investire per far ripartire nel più breve tempo possibile le loro attività, a coloro che stanno facendo un lavoro di animazione a livello locale per favorire la nascita tra i giovani di nuove imprese cooperative.

Il 7 maggio ha costituito soltanto una data di partenza per un progetto che vede cooperazione e istituzioni insieme per dare vita, nei prossimi mesi, a nuove imprese cooperative in queste regioni Italiane.

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Ponte del 1 Maggio: oltre 7 milioni gli italiani in vacanza

Oltre 7 milioni 211 mila i viaggiatori in partenza per il ponte del 1 maggio, l’11,9% degli italiani. È questo il dato di Federalberghi, che sottolinea come il 93,2% di questi trascorrerà la propria vacanza in Italia.

“Si tratta di una timida ripresa – ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – che va guardata con ottimismo, ma anche con lungimiranza: solo prevedendo politiche concrete di supporto per il comparto si procederà nella direzione giusta e adeguata a sostenere la crescita”.

Le destinazioni preferite sono state le località di mare (41% della domanda), le località d’arte maggiori e minori (26,8%), la montagna (12,4%), i laghi (5,1%) e le terme (1,3%). Per chi ha optato per l’estero, le grandi capitali europee hanno assorbito il 50,1% dei turisti, seguite dal 33,3% delle località di montagna e dal 16,6% per il mare.

Il budget medio a persona è stato di 281 euro, con un giro di affari di circa 2 miliardi di euro. La casa di parenti e amici resta la struttura ricettiva preferita, con il 35,7% di share, seguita dall’albergo (24,6%), dalla casa di proprietà (15%), dai b&b (10,7%), dall’agriturismo (6,5%) e dall’appartamento in affitto (4,8%).

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PARTENZA SPRINT PER IL FESTIVAL DELLE RESISTENZE 2017 – IN PIAZZA MATTEOTTI 300 PERSONE PER PATRIZIO ROVERSI “IL TURISTA DEVE AVERE VOGLIA E GIOIA DI APPROFONDIRE”

Festival delle Resistenze Contemporanee, partenza col botto per la settima edizione. In piazza Matteotti centinaia di persone hanno assistito al dibattito sul turismo consapevole che ha avuto come principale protagonista Patrizio Roversi.


Non poteva decollare meglio, la settima edizione del Festival delle Resistenze contemporanee. Già alle 11, mezz’ora prima del dibattito sul turismo consapevole che ha ha avuto come protagonisti Patrizio Roversi (storico conduttore di “Turisti per caso”), Fabrizio Pozzoli (vicepre­sidente nazionale di FederCultura Turismo Sport) e Paolo Pavan (presidente Azienda di Soggiorno di Bolzano) moderati dalla travel blogger Francesca Cam­pigli, le sedie all’interno del tendone di piazza Matteotti erano occupate. Il resto delle trecento persone presenti ha quindi dovuto assistere dall’esterno, sbirciando il palco e ascoltando tramite i diffusori acustici. I relatori del dibattito erano reduci da una passeggiata tra antichità e tecnologia: guidati da una app e da alcune guide in carne e ossa, hanno scoperto alcuni scorci di Bolzano da un altro punto di vista.

“È stata una passeggiata tra passato e futuro. Da una parte – ha raccontato entusiasta Patrizio Roversi – c’era lo smartphone che ci dava indicazioni. Dall’altra, per fortuna, c’erano i compagni di viaggio a cui chiedere informazioni e con cui scambiarsi opinioni. Oggi purtroppo c’è il rischio che si passi troppo tempo con gli occhi fissi sul telefonino, invece di alzarli e guardarsi attorno”.

Il rapporto con la tecnologia è stato affrontato anche da Fabrizio Pozzoli, che ha insistito sull’importanza del rapporto umano e sul fatto che “il turista non ha sempre ragione. Viaggiare non significa solo andare su Internet e cercare un viaggio organizzato, ma anche incontrare un territorio che ha dei diritti e deve essere rispettato assieme ai suoi abitanti”.

Anche Paolo Pavan si è auspicato che gli ospiti di Bolzano, “città accogliente, con comunità e culture diverse, abbiano voglia di conoscere il passato e il futuro della nostra terra. Vorremmo un turista più curioso, che voglia capire la complessità dell’Alto Adige”.

Patrizio Roversi ha anche affrontato il tema della resistenza moderna: “A cosa vale la pena resistere oggi? Alla tentazione di essere superficiali, sintetici. Dovremmo avere la voglia e la gioia di approfondire. Prendiamo come esempio la stessa Bolzano, che da sempre è cerniera tra le Alpi e il Mediterraneo. Una terra complessa, con conflitti passati e presenti che meritano di essere approfonditi in maniera oggettiva. E conoscere anche le zone fuori dal centro: la vostra periferia non mi sembra quella delle grandi città, ma molto più vivibile. Ecco, il turista responsabile per me è quello che conosce il posto dove va, mangia le cose del posto, può viaggiare anche in pullman se vuole ma ogni tanto dal pullman dovrebbe scendere e parlare con la gente del posto”.

Al termine del dibattito si è svolta la premiazione dei vincitori della “passeggiata digitale” alla scoperta di Bolzano, organizzata in collaborazione con FederCultura Turismo e Sport in Confcooperative. I partecipanti – una quarantina di persone che con la t-shirt viola delle Resistenze hanno colorato le strade di Bolzano – dovevano creare un hashtag accattivante e quindi inviare una “cartolina” digitale alla giuria del festival. Il primo premio è andato a Nicola Avi con l’hashtag #beyourbozen, secondo posto a Federico Folino e famiglia con lo slogan #cittàdifrontieramasenzaconfini.

Tratto da: http://www.piattaformaresistenze.it/it/news/15-festivalit/395-partenza-sprint-per-il-festival-delle-resistenze-2017-in-piazza-matteotti-300-persone-per-patrizio-roversi-il-turista-deve-avere-voglia-e-gioia-di-approfondire.html


BETANIA SBARCA A BOLZANO: PARTECIPIAMO AL FESTIVAL DELLE RESISTENZE CONTEMPORANEE – IDENTITA’ E CONFINI

Identità e confini sono temi di grande attualità sui quali siamo chiamati a confrontarci.
Viviamo in una società sempre più complessa dove la paura rischia di prendere il sopravvento mentre le incertezze e le sfide sembrano diventare sempre più grandi. Sono proprio questi i momenti in cui è importante ritrovare il senso dei legami, delle relazioni che ci fanno sentire a casa.
La costruzione del “noi” è un cammino complesso, ma anche pieno di emozioni e di soddisfazioni. Non possiamo cedere il passo a chi cerca di costruire finte identità sui nazionalismi e sul tentativo di creare paure e diffidenza nei confronti di chi si presume essere “l’altro”. A volte si rischia di chiuderci in spazi stretti e senza vie di fuga.  Questo Festival vuole raccontarci anche questo: solo aprendoci al nuovo riusciremo a garantire sviluppo sociale e culturale a questo territorio di confine.

Insieme ad ospiti di respiro nazionale e internazionale, realtà del territorio e iniziative locali il festival delle resistenze contemporanee si pone ogni anno l’obiettivo di affrontare grandi tematiche, sollevare dubbi e curiosità nei cittadini e stimolare l’incontro in piazza come metodo di confronto e crescita reciproca. Il programma di ogni edizione ospita dibattiti, spettacoli, workshop per suscitare l’interesse del pubblico e aiutare soprattutto i più giovani ad accrescere la propria consapevolezza e spirito critico.

Una doppia occasione a Bolzano in aprile e a Trento a settembre che ogni anno si rivela importante per trovare nuove idee da raccontare, nuovi stimoli da proporre e ribadire la bellezza di vedere una piazza “abitata”.

Due festival intensi e coinvolgenti per ragionare su tematiche importanti, insieme e attivamente.

Il 23 aprile Betania sarà a Bolzano! Alle 11.30 in Piazza Matteotti:

“Viaggiatori consapevoli e nuove forme di turismo culturale.”  Cosa vuol dire “fare turismo” oggi e quali ruolo può avere la dimensione culturale? Quanti volti si possono raccontare di una stessa città? E quali opportunità possono nascere per gli stessi abitanti? Ne discutono Patrizio Roversi, Fabrizio Pozzoli e Paolo Pavan moderati dalla travel blogger Francesca Campigli.

Da anni si stanno diffondendo ovunque forme di turismo che vogliono conoscere il territorio in maniera diversa, con uno sguardo da viaggiatore e non più da turista. I nuovi viaggiatori vogliono conoscere gli abitanti del luogo, le loro abitudini e scoprire con i loro occhi un lato più autentico dei paesi che visitano.
Cosa vuol dire “fare turismo” oggi e quale ruolo può avere la dimensione culturale? Quanti volti si possono raccontare di una stessa città? E quali opportunità possono nascere per gli stessi abitanti? Patrizio Roversi (conduttore di “Turisti per caso”), Fabrizio Pozzoli (Vicepresidente Nazionale di FederCultura Turismo Sport Confcooperative) e Paolo Pavan (Azienda di Soggiorno di Bolzano) moderati dalla travel blogger Francesca Campigli ne parlano con il pubblico davanti a un caffè. A seguire premiazione della passeggiata.
Gli eventi della mattinata sono realizzati in collaborazione con Federcultura Turismo Sport Alto Adige-Südtirol Confcooperative Bolzano e con la partecipazione dell’Azienda di soggiorno e della cooperativa 19.

Tratto da:http://www.piattaformaresistenze.it/it/festival/festival-bz.html

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Da startup a impresa. Nuovo valore al turismo

  

Prospettive internazionali, concorrenza con le grandi Ota, incentivi non sempre adeguati. È una scalata al mercato irta di ostacoli quella che devono affrontare le startup del turismo per diventare davvero imprese. Sebbene rappresentino un tesoro per il futuro del settore turistico, l’ingresso a tutti gli effetti nell’impero delle imprese non sembra essere così lineare.

Fa il punto il PoliMi, in un post pubblicato su Osservatori, che evidenzia i tre ostacoli da superare per le startup del travel. Sono 144 le startup del turismo individuate dal Politecnico di Milano e nate in Italia negli ultimi 3 anni: “il 37% si focalizza su servizi di prenotazione e biglietteria e ha una connotazione prettamente orientata al locale – scrivono Eleonora Lorenzini, osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e nelle Attività Culturali, e Filippo Renga, osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo -, con una specializzazione sull’offerta di tour guidati o altri servizi che coinvolgono esperti o cittadini del luogo, assecondando una tendenza a ricercare l’autenticità dell’esperienza”.

Una questione di apertura internazionale. Talvolta proprio questo si prospetta, come una difficoltà. “Tra le startup che hanno registrato i risultati migliori vi sono quelle con forte specializzazione su nicchie e target particolari, come turismo religioso, viaggi-evento per millennial, vacanze in barca a vela – prosegue l’analisi del PoliMi -. Questa può essere una strada da percorrere, ma è necessario puntare anche su internazionalizzazione e scalabilità”. La competizione con i big player del web.

Spesso, poi, la focalizzazione sull’offerta di servizi in loco attira l’attenzione dei grandi player del web: Google, Booking.com, airbnb non sono nuove all’interesse per questo tipo di ‘turismo esperienziale’ e “stanno lanciando app e soluzioni per offrire in un unico strumento i servizi di cui il turista ha bisogno e che rischiano di uccidere la micro-imprenditoria locale, che difficilmente potrà competere di fronte ai colossi”.

A caccia di partner industriali italiani Terzo punto, ma non meno importante, i finanziamenti: anziché essere inglobati dalle grandi Ota, ci potrebbe essere “una proficua contaminazione con investitori industriali italiani, che possono sostenere, non solo con risorse economiche ma anche strategiche e organizzative, le idee innovative che hanno le gambe per competere”.

Anche perché, il sostegno pubblico purtroppo non sempre è sufficiente: “In certi casi si è rivelata non inutile, ma addirittura nociva – concude il PoliMI -: in questo settore, belle iniziative sono fallite o hanno rischiato di farlo per attori pubblici che sono venuti meno agli accordi stabiliti.

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Borsa Internazionale del Turismo

02 / 04 APRILE 2017 FIERAMILANOCITY · MICO

Betania sarà presente per tutte le tre giornate presso lo stand Regione Lombardia.

Vi aspettiamo numerosi per presentarvi tutte le nostre nuove proposte viaggi!!!!

BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, è una fiera internazionale che raccoglie intorno a sé gli operatori turistici di tutto il mondo, un numeroso pubblico di visitatori, appassionati di viaggi, televisioni e stampa.

Organizzata da Fiera Milano, il più importante operatore fieristico e congressuale italiano e uno dei maggiori al mondo, BIT si tiene ogni anno a Milano, dal 1980.

Da oltre trent’anni BIT favorisce l’incontro tra decision maker, esperti del settore e buyer accuratamente selezionati e profilati, provenienti da varie aree geografiche e settori merceologici.

Con oltre 1.500 Hosted Buyer internazionali ed italiani, più di 2.000 aziende partecipanti e oltre 60.000 visitatori professionali attesi, l’edizione 2017 sarà una delle più innovative che BIT abbia mai organizzato, introducendo importanti novità.

Da Domenica 2 a Martedì 4 Aprile 2017, BIT sarà un’esperienza totalmente nuova. Anche dal punto di vista logistico. Nuove sedi dell’evento saranno infatti Fieramilanocity (l’innovativo quartiere fieristico cittadino) e il MiCo (uno tra i più grandi centri congressi d’Europa e del mondo).

Ai quattro settori – Leisure, Luxury, MICE e Destination Sport – si affiancheranno tre percorsi di visita dedicati ad aree tematiche in forte crescita: A Bit of Taste (enogastronomia), Be Tech (digital) e I love wedding (dedicato ai viaggi di nozze).

A completare la parte espositiva, sarà un ricco programma convegnistico, ancor più mirato, grazie a nuovi momenti di approfondimento di taglio pratico, studiati per mettere a disposizione degli operatori una vera e propria cassetta degli attrezzi sui «dove, come e quando» più hot dell’industria turistica del domani.

Vi aspettiamo con BIT dal 2 al 4 aprile 2017 nel quartiere espositivo di Fieramilanocity e MiCo!

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Milano al secondo posto tra le migliori destinazioni europee

 

Sono appena stati diffusi i risultati della competizione online, durata 3 settimane, in cui 426.859 persone di 174 paesi hanno votato la città europea che reputano essere la migliore destinazione di viaggio per il 2017. Il concorso, che quest’anno ha visto in gara 19 destinazioni, è promosso da European Best Destinations, l’organizzazione non profit con sede a Bruxelles che lavora con 150 uffici del turismo europei per incrementare i flussi di visitatori nelle città del Vecchio Continente.

La prima città in classifica, con 138.116 preferenze, è la portoghese Porto, destinazione che si era aggiudicata il podio anche nel 2012 e nel 2014. Il secondo posto è occupato da Milano, l’unica città italiana tra le top 10. Con 52.836 preferenze il capoluogo lombardo ha compiuto un grande salto in avanti rispetto alla 10° posizione del 2016, risultato al quale ha contribuito anche la mobilitazione del Comune. Per promuovere la competizione l’amministrazione era infatti scesa in campo con una campagna sui propri canali web e social, con totem informativi distribuiti in città e con il coinvolgimento di stakeholder, attori istituzionali, associazioni e influencer della città. Terza classificata è Danzica. La città polacca affacciata sul mar Baltico alla sua prima volta nella competizione ha portato a casa ben 46.852 voti espressi soprattutto dai vicini di casa norvegesi e danesi.

La classifica delle prime 10 continua con Atene, che sin dalla prima edizione della competizione è sempre stata nei primi 5 posti, la spagnola San Sebastian, la bulgara Sozopol, Vienna, la croata Stari Grad, Basilea e Madrid. Roma, con 8.932 voti, si deve accontentare come nel 2016 del 12° posto, dietro a Rotterdam ma prima di Parigi. La città vincitrice della competizione si aggiudica il titolo e il logo di European Best Destination per le campagne di comunicazione e marketing dell’amministrazione e dei partner pubblici e privati. Il premio comprende anche una campagna di promozione della città per l’intero anno da parte di European Best Destinations, attività che da questa edizione prevede anche la pubblicazione sui social network e sul sito dell’organizzazione di foto della città scattate da un fotografo inviato appositamente in loco.

1° Classificata: Porto – Portogallo

2° Classificata: Milano – Italia

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 L’Onu dichiara il 2017 anno internazionale del Turismo Sostenibile

Il 2017 è stato individuato dall’ONU come anno internazionale del turismo sostenibile. Questa scelta è stata maturata il 4 dicembre 2015, quando è stata adottata la risoluzione che riconosceva l’“importanza del turismo internazionale, e in particolare la designazione di un Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, nel promuovere il tema fra il maggior numero di persone possibile, nel diffondere consapevolezza della grande patrimonio delle varie civiltà e nel portare al riguardo un miglior apprezzamento di valori intrinsechi delle diverse culture, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo”.

Questo riconoscimento è il giusto prosieguo (anche se con netto ritardo) di quanto stabilito alla Conferenza sullo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Rio+20) e, prima ancora, nel Summit di Rio del 1992, che sottolineava come il “turismo ben progettato e ben gestito” possa contribuire alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (triple bottom line), alla creazione di posti di lavoro e al commercio.

In netto ritardo, in quanto di turismo e delle sue importanti ricadute sul sistema economico di un territorio sono state scritte un fiume di parole, senza mai però definire effettivamente un piano organico e armonioso.

Analizzando la letteratura in materia (tra cui Urry) è possibile verificare come il turismo possa diventare un fattore che incide negativamente sull’ambiente se gestito in modo errato con aumento dei rifiuti, con erosione delle coste, con inquinamento atmosferico, etc. In questo caso di positivo ha ben poco.

Certo è che la presenza di flussi turistici permette di creare una economia sia endogena che esogena. È importante ricordare, infatti, che l’assenza di turismo, soprattutto nelle zone in cui rappresenta una insostituibile ancora di salvezza, può avere ricadute negative e deleterie, comportando quella che i sociologi definiscono desertificazione sociale, con l’abbandono dei piccoli borghi.

L’abbandono dei borghi e delle aree definite depresse o interne, in cui prevale la qualità della vita in termini di sostenibilità (paesaggio, aree incontaminate, tradizioni, etc.) può portare alla perdita in termini di “diversità” (scomparsa di culture, colture, tradizioni) e, infine, degrado sociale, con il risultato di un appiattimento e un’omologazione.

La scomparsa di certe forme di produzione, oltre a ridurre la diversità, ha un impatto negativo anche sul territorio, poiché è sottoposto a degrado per assenza di manutenzione (la cosiddetta scomparsa della cultura materiale dei luoghi).

Anche per la futura programmazione il turismo riveste un ruolo principale. Esso è incluso, infatti, come target di tre degli OSS (gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile) della nuova Agenda 2030. Ecco cosa c’è scritto:

  • OSS 8: Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti;
  • OSS 12: Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;
  • OSS 14: Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.

Il messaggio che si legge tra le righe è chiaro: tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per raggiungere questi comuni obiettivi, per far sì che nessuno resti indietro nel lungo e faticoso cammino che dovrebbe portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Il condizionale è tuttavia d’obbligo, visto che spesso e volentieri Paesi e individui pensano più al proprio tornaconto personale che al benessere diffuso.

In marcia verso un nuovo modello di sviluppo

L’Agenda 2030 rappresenta comunque un passo in avanti o, meglio, un punto di partenza sul quale cominciare a confrontarsi e ragionare sulla necessità di investire seriamente sullo sviluppo sostenibile. In gioco non c’èsolo un modello economico, ma il futuro dell’umanità.

Il turismo, in tale contesto, rappresenta solo una delle tante sfaccettature di un discorso più ampio, è vero. Ma in ogni caso si rivela come un’importante cartina tornasole per verificare la direzione verso cui ci si è incamminati: applicare i concetti basilari del turismo sostenibile in più contesti territoriali significa sicuramente aver fatto un passo in avanti verso un mondo migliore. Dove il rispetto dell’ambiente, della cultura locale e quindi delle persone non sono soltanto parole di circostanza, ma fatti concreti. In tal senso nei nuovi viaggiatori comincia a maturare una nuova consapevolezza. L’interesse verso un turismo più responsabile è in netta crescita. C’è tuttavia ancora tanta strada da fare. Il cambio di mentalità deve necessariamente coinvolgere tutti, nessuno escluso. Le misure e i fondi stanziati dall’Unione europea (Europa 2020) vanno in questa direzione e possono senz’altro aiutare a spianare questa strada.

 

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ECOVACANZE DA OSCAR!

Un’esperienza green da scoprire! – in collaborazione con Legambiente Turismo

 

Per chi sceglie il buon vivere con stile in strutture premiate dagli “Oscar dell’Eco Turismo Legambiente”. Un turismo che sia esperienza di condivisione di bellezza e valori, di vetrina del territorio, simbiosi tra chi visita e chi ospita.

Due pernottamenti con colazione per 2 persone a 139,90 €

Gli Oscar dell’Ecoturismo sono ora anche una proposta di vacanza. Grazie alla Cooperativa Equotube, specializzata in gift box di turismo responsabile e solidale.

Equotube realizza il pacchetto Ecovacanze da Oscar in cui sono presenti le strutture premiate da Legambiente dal 2013 a oggi.

Le giftbox sono acquistabili online al sito www.nonsolospesa.org. Per ogni pacchetto acquistato, Equotube verserà un contributo alla campagna “La Rinascita ha il Cuore Giovane” per sostenere i giovani imprenditori dell’area colpita dal sisma.

All’interno della rete di Legambiente Turismo sono tante le forme di ricettività: hotel, relais, alberghi, agriturismi, B&B, country house, fattorie bio, rifugi, alberghi diffusi, centri di educazione ambientale e ancora stabilimenti balneari, centri sportivi, ristoranti, camping, villaggi e persino un osservatorio astronomico

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LA RINASCITA HA UN CUORE GIOVANE

La forza dei territori e dei loro prodotti locali: è questo il filo conduttore dell’Econatale 2016 di Legambiente, pensato per aiutare le imprese e i giovani produttori locali dei territori colpiti dal sisma, che a fine agosto e fine ottobre ha devastato il centro Italia e il cuore degli Appennini. Terre ricche di bellezze naturali come il Parco dei Monti Sibillini, ma anche culle di un’agricoltura di qualità, fatta di prodotti unici e conosciuti in tutto il mondo, che però rischia di scomparire insieme ai tanti borghi dell’Appennino centrale fortemente colpiti dal terremoto.  

PER OGNI EQUOTUBE VENDUTO
DAL  15/11/2016  AL  24/12/2016
EQUOTUBE E BETANIA DONERANNO 2 €  PER OGNI ACQUISTO ON LINE
www.nonsolospesa.orgwww.equotube.it

IN COLLABORAZIONE CON LEGAMBIENTE

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ALL ROUTES LEAD TO ROME 

TUTTI GLI ITINERARI PORTANO A ROMA

Nei dieci giorni che precedono la chiusura della Porta Santa del Giubileo della Misericordia, Palazzo Massimo ospita una kermesse ricca di incontri, convegni, seminari, momenti di convivio e attività all’aria aperta – con visite guidate, passeggiate e cicloescursioni – dedicate agli Itinerari, ai Cammini, alle Rotte e alle Ciclovie.

Al termine dell’anno nazionale dei Cammini e verso il 2017, anno mondiale del turismo sostenibile, “All Routes Lead to Rome” ibrochure-1ntende contribuire ad una nuova narrazione del Bel Paese, attraverso i percorsi e gli itinerari di mobilità dolce che alimentano nuovi modelli di fruizione dei beni culturali e degli immensi patrimoni materiali e immateriali delle diverse regioni d’Italia.

Un progetto ideato da Federico Massimo Ceschin, organizzato da Vie Sacre, Cammini d’Europa, Communis Agere e Infosei. Con il patrocinio del Consiglio d’Europa, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Pontificio Consiglio per la Cultura, della Pastorale nazionale del Turismo presso la Conferenza Episcopale, dell’ENIT, dell’ANCI, dell’UNPLI e di numerose altre istituzioni, regionali e locali.

L’evento si concluderà con la presentazione della Board Nazionale degli Itinerari, sabato 19 a Palazzo Massimo, e con la passeggiata in abiti rievocativi da pellegrini medievali in piazza San Pietro domenica 20 novembre 2016.

Vie Sacre, organizzatore dell’evento, è, insieme, un’impesa sociale, un’industria culturale e una rete internazionale.

E’ un Consorzio senza finalità di lucro, con sede in Puglia, sul percorso di antiche vie di storia e di culture, dove i passi millenari di pellegrini, mercanti, papi e imperatori, hanno volto lo sguardo verso il Mediterraneo e l’Oriente.

Gli obiettivi generali del Consorzio Vie Sacre sono:

Diversità: Promuovere la diversità come principale fattore di arricchimento umano, personale e collettivo.

Identità: Sostenere la piena consapevolezza dell’esistenza di fattori identitari comuni, fondati su un insieme di valori condivisi, che diventano tangibili attorno ad itinerari che ripercorrono la storia delle influenze, degli scambi e dell’evoluzione delle società tra l’Europa e il Mediterraneo.

Dialogo: Promuovere il dialogo fra le culture e le religioni.

Heritage: Tutelare e valorizzare l’heritage – il patrimonio, materiale e immateriale, culturale e naturale – come fattore di sviluppo umano, sociale, culturale ed economico, attraverso formule innovative di fruizione.

Cultura e Spiritualità : Garantire agli antichi itinerari di cultura e di spiritualità una posizione prioritaria nell’ottica delle politiche di sviluppo sostenibile.

 


 

Turismo 3.0….quando i viaggi cominciano ad essere per tutti!

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